Assicurazioni chilometriche = uovo di Colombo?

By | 25 febbraio, 2016

Una nuova possibilità per gli automobilisti

Più dolori che gioie: sono le assicurazioni RCAuto che ad ogni loro scadenza, creano non pochi problemi al budget famigliare. I tanti rincari dovuti a nuove tassazioni, vengono a vessare gli automobilisti che vedono lievitare il costo della polizza anche senza aver commesso incidenti. E poco importa utilizzare i comparatori di assicurazioni online per scovare la compagnia più conveniente: tutte, nel bene o nel male, risultano essere foriere di veri e propri salassi. Questo ha prodotto, specialmente negli ultimi tempi, un aumento di auto circolanti senza aver regolarizzato la relativa copertura assicurativa, il che significa che in caso di sinistro, il danneggiato non avrà la possibilità di avere un risarcimento a meno che, il proprietario dell’auto priva di regolare assicurazione, non decida di mettersi la mano in tasca. E poco importa il fatto che, in caso di controlli, l’auto priva di copertura venga sequestrata per fermo amministrativo e che venga elevata al suo proprietario, una contravvenzione di quasi 900 euro e che per il dissequestro debba esibire una polizza valida almeno sei mesi. Per contrastare questo preoccupante fenomeno (e per non perdere clienti), le maggiori compagnie hanno creato l’assicurazione chilometrica. Ma cos’è esattamente?

Confronto Assicurazioni Internet

Scopriamo l’assicurazione al km

E’ una normale RCAuto con validità annuale che viene a costare in base ai chilometri realmente percorsi. In buona sostanza è una specie di assicurazione pay-per-drive che può essere applicata sia ai veicoli che a motoveicoli che favorisce, quindi, l’utente che non percorre molti chilometri durante l’anno. Il premio che si pagherà è quindi basato sul reale utilizzo del mezzo di trasporto e che è particolarmente conveniente a chi non sfrutta il proprio mezzo per più di 5.000 chilometri nell’arco del dodici mesi di durata della copertura. Coloro che solo saltuariamente si servono della propria auto o della moto, avranno un beneficio scegliendo l’assicurazione al km che consente di pagare solo l’oggettivo uso del mezzo. Il calcolo delle percorrenze  viene effettuato tramite una sorta di scatola nera che sfrutta il GPS per misurare l’effettivo ‘consumo’ di chilometri. L’apparecchio che conta i chilometri viene concesso in comodato d’uso ed è quindi sotto la responsabilità del guidatore che non deve romperlo o danneggiarlo in quanto, alla fine della copertura della speciale polizza chilometrica, ha l’obbligo i restituirlo alla compagnia a meno che non rinnovi il contratto per un altro anno.

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Come funziona il meccanismo

Si parte da un premio forfettario che definisce una quota fissa che copre un tot di chilometri. Ad esempio 2.000 che –ovviamente- sono già pagati all’atto della sottoscrizione della polizza. La parte variabile, ossia i chilometri eccedenti conteggiati dalla scatola nera, faranno parte del computo del premio che salderà il reale utilizzo del veicolo. E’ evidente il fatto che l’assicurato dedichi la sua attenzione prima della sottoscrizione della polizza, alla lettura di condizioni e clausole per essere consapevole di tutte le norme che faranno parte del contratto.  E’ consigliabile confrontare le offerte delle principali compagnie di assicurazione basandosi sulla reale ipotesi di chilometri mediamente percorsi durante l’anno, per trovare la soluzione più conveniente alla quale affidarsi.

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